lunedì 17 novembre 2014

Arriva la pianta dell'immortalità
In Italia è ancora poco conosciuta, ma in Giappone e Cina, la Gynostemma si sta diffondendo. Grazie alle sue proprietà depurative, toniche e perfino sedative
di Letizia Michelozzi
Foto di F. Lanting/G.Neri


Le ricerche scientifiche fatte finora hanno dato risultati incoraggianti: le proprietà dell'erba Gynostemma pentaphylum supererebbero di almeno 4 volte quelle del ginseng. Il segreto? Alte concentrazioni di sostanze attive. Chiamata jiaogulan dai cinesi e ribattezzata "pianta dell'immortalità", in Oriente è conosciuta da secoli, ma solo recentemente si è iniziato a studiarla in modo scientifico. Le ricerche hanno evidenziato nella pianta la presenza di oligoelementi, amminoacidi, proteine, vitamine e numerose saponine che ne confermano le straordinarie proprietà antiossidanti. Rallenta i processi d'invecchiamento. "Tenendo conto dei vantaggi che può offrire, la jiaogulan diventerà presto molto popolare", spiega Paolo Prampolini, erborista e collaboratore della facoltà di Farmacia dell'Università di Parma. Gli studi hanno dimostrato che la Gynostemma pentaphylum, utilizzata in modo corretto, contribuisce a rallentare i processi d'invecchiamento, tiene sotto controllo il colesterolo, aiuta la memoria e migliora la funzionalità del fegato. Stimola il metabolismo. "L'erba dell'Immortalità" si è rivelata anche utile per chi sta seguendo una dieta dimagrante: niente di miracoloso, semplicemente riesce a incrementare il metabolismo dei grassi. Più energia per i muscoli. È stato scoperto che proprio la sua azione benefica sul metabolismo migliora la capacità del fegato di inviare zuccheri e carboidrati ai muscoli, processo fondamentale per la conversione in energia. Ma non è tutto: oltre all'azione tonica efficace anche nei casi di stanchezza e depressione, questa erba svolge anche un'azione sedativa naturale, perfetta in caso di stress, ansia, nervosismo. In più, contribuendo a mantenere le arterie pulite, è un alleato prezioso per il sistema circolatorio. E, grazie alle numerose saponine che contiene, avrebbe anche effetti antinfiammatori. Si consiglia comunque di consultare un fitoterapeuta.

Ricette dall'oriente Proprio perché "l'erba dell'immortalità" non fa parte della tradizione occidentale, a differenza di altre piante officinali, negli antichi erbari non si trovano ricette o suggerimenti su come possa essere utilizzata. La tradizione orientale, invece, da tempo la usa sotto forma di pillole, tavolette masticabili, capsule, bustine per preparare tisane e infusi caldi. Ma prevede anche la preparazione di succhi ottenuti mediante un processo particolare di centrifuga che ne mantiene intatte le qualità terapeutiche. Negli Stati Uniti, invece, si trovano capsule approvate dal Ministero della Sanità. Ma è anche possibile consumarla direttamente fresca, un po' come le erbe aromatiche, mescolando le foglioline all'insalata o cucinandole insieme alla verdura.



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