domenica 23 novembre 2014

Anonymous attacca i siti di polizia e sindacati: “In carcere 1.000 morti di stato”

Violati i database delle forze dell'ordine e pubblicati centinaia di dati personali degli agenti.
Anonymous attacca i siti di polizia e sindacati: "In carcere 1.000 morti di stato"-Redazione- Gli hacker diAnonymous attaccano la polizia. A poche settimane dalla sentenza Cucchi, che ha assolto gli agenti carcerari accusati di aver provocato la morte del ragazzo il 15 ottobre 2009, gli hacker mascherati hannoviolato il database delle forze dell'ordine pubblicando centinaia di dati personali, e-mail e allegati in solidarietà "alle vittime di Stato". 
"Nulla risarcirà il dolore dei familiari – hanno scritto – tuttavia con questa azione Anonymous li stringe metaforicamente a sé cercando almeno di costringere le forze dell’ordine, pecore sanguinarie in divisa alla trasparenza". 
L’attacco dei pirati informatici fa parte dell’Operation green rights, organizzata a livello europeo, che ha scelto il 22 novembre come giornata internazionale contro la violenza della polizia e l’oppressione dei governi. 
Tra i siti colpiti, quello ufficiale della polizia penitenziaria e i portali di vari sindacati delle forze dell’ordine: Coisp, Siap, Ugl – Polizia di Stato, Siulp, Consap, Lo Scudo, Nsp e Sappe, il sindacato nazionale della polizia penitenziaria.
hacjer_anonymousNei siti, l’organizzazione anonima ha scritto che dal 2002 al 2012 ci sono statiquasi mille morti nelle carceri italiane e chiede"una legge contro la tortura da parte delle forze dell’ordine, che tuteli, al contrario di quanto avviene oggi, chi si trovi sotto la custodia degli agenti”, ricordando, tra gli altri, i casi Cucchi, Aldrovandi, Giuliani. 
Gli hacker di Anonymous attaccano anche la magistratura, accusata di essere"funzionale agli interessi dello Stato, suprema espressione dei padroni, con sentenze abominevoli". Lo Stato, invece, "ha interesse a mantenere forze dell’ordine fasciste"
Infine, hanno elencato le "rivendicazioni" a livello politico per risolvere le ingiustizie legate alle carceri, chiedendo "una continua video sorveglianza nelle questure e nelle prigioni e leggi che permettano di espellere dalle forze dell’ordine e di punire adeguatamente chi tra gli  agenti si sia macchiato di maltrattamenti".
Donato Capece, segretario generale del Sappe, parla di "attacco assurdo e ingiustificato, un lungo sproloquio su eventi drammatici che vengono strumentalizzati per fini tutt’altro che di verità, giustizia e trasparenza. Gli hacker parlano di cose che non sanno, soprattutto senza conoscere i fatti e i dati oggettivi: si guardano bene dal dire che negli ultimi vent’anni le donne e e gli uomini hanno sventato oltre 17mila suicidi di detenuti in carcere e sono intervenuti tempestivamente negli oltre 125mila atti di autolesionismo di altrettanti detenuti". "Non saranno questi attacchi anonimi e vigliacchi – prosegue Capece – a fermare la nostra attività per rendere il carcere una casa di vetro trasparente, perché noi non abbiamo nulla da nascondere. Certo, è significativo che abbiano colpito noi e non altri. È evidente che, se ti schieri, vai incontro a dei rischi. Noi siamo impegnati per rivendicare la dignità e la valorizzazione sociale della Polizia Penitenziaria e non ci spaventano questi attacchi informatici".

http://www.articolotre.com/2014/11/anonymous-attacca-i-siti-di-polizia-e-sindacati-in-carcere-1-000-morti-di-stato/

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