venerdì 31 ottobre 2014

PROCESSO GREEN HILL, "ECCO LE MAIL SCOTTANTI CHE INCHIODANO I VERTICI"
SEIMILA CAGNOLINI DECEDUTI IN MENO DI DUE ANNI


PROCESSO GREEN HILL, 
Un selfie di cattivissimo gusto. Lo scatto di un dipendente di Green Hill che alza il dito medio vicino al corpicino senza vita di un beagle con il cranio fracassato. Ecco una delle prove documentali del processo iniziato ieri a Brescia contro i vertici dell'"allevamento-lager" di Montichiari, assieme a decine di schede sull'eutanasia, agli hard disk dei pc dei responsabili, alle mail e ad altri documenti relativi ai seimila cagnolini morti in meno di due anni. Lo rivela il "Corriere della Sera".
Saranno sentiti nelle prossime udienze (appuntamento adesso al 12 novemebre) Bernard Gotti, consulente e uomo di fiducia della Marshall, Ghislane Rondot, legale rappresentante di Green Hill, il direttore Roberto Bravi e il veterinario Renzo Graziosi. Sono finiti a giudizio immediato con le accuse di maltrattamento e uccisione di animali.
Nel corso dell'udienza di ieri, il giudice Roberto Guarini, oltre ad aver stabilito quali parti civili ammettere o escludere (qui il nostro articolo), ha accolto l'istanza del pm Ambrogio Cassiani e disposto l'acquisizione anche delle comunicazioni dell'Asl alla procura il 3 e il 9 agosto 2012, due settimane dopo il sequestro di Green Hill. Ma ci sono anche alcune mail scottanti che entrano a far parte delle carte del processo. Soprattutto quelle fra la legale Rondot e il direttore Bravi. Dopo l'incursione degli attivisti (70 beagle liberati il 28 aprile 2011) la donna avrebbe scritto che "questo evento costituisce per noi un'opportunità per sopprimere il maggior numero possibile di cani malati di rabbia". In un'altra occasione - pensate - spunta la raccomandazione, per le presunte condizioni critiche degli animali, di "selezionare le foto da mandare ai clienti". Uno di questi, la casa farmaceutica Sanofi, si sarebbe lamentata per le malattie di 11 beagle.
Una ventina, tra dipendenti e consulenti, i testi che l'accusa porterà in Tribunale contro i 36 dei difensori, gli avvocati Enzo Bosio e Luigi Frattini.


Alessandro in Lotta

Alessandro Verga

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