venerdì 31 ottobre 2014

LE PAROLE DELLA PICIERNO SULLA CAMUSSO “ELETTA CON TESSERE FALSE” VENGONO SPERNACCHIATE DAL PD ORTODOSSO - LA PINA:’’ IO NON CHIEDO PROPRIO SCUSA, IL MIO ERA SOLO UN PARADOSSO’’

Contro la “neurodeputata” si scatena mezzo partito: da Orfini (“Picierno ha dato una risposta sbagliata e rozza”) al renziano Matteo Richetti (“Camusso e Picierno? Trovo ridicole entrambe”), da Gianni Cuperlo (“Il sindacato si rispetta. Non si insulta”) a Pippo Civati (“Preferivo quando queste cose le diceva la destra”)…

1. TRA POTERI FORTI E TESSERE FALSE NUOVO SCONTRO CAMUSSO-PD - PICIERNO LANCIA SOSPETTI SULLA CGIL, MA MEZZO PARTITO LA SCONFESSA

«Potrei dire che la Camusso è eletta con tessere false o che la piazza è stata riempita con pullman pagati, ma non lo farò». Dagli schermi di «Agorà», l’europarlamentare renziana Pina Picierno commenta così le dichiarazioni rese a «Repubblica» dalla leader Cgil Susanna Camusso, secondo cui il premier sarebbe stato messo a Palazzo Chigi dai poteri forti.

Uno scambio che non solo segna un nuovo record negativo nei rapporti tribolati tra Cgil e Pd renziano, ma che mette anche in imbarazzo il Pd, con mezzo partito che insorge contro la propria eurodeputata. E a poco serve la nota che lei diffonde per dire che «non era mia intenzione lanciare accuse» e «se le mie affermazioni hanno dato questa impressione, mi dispiace».

E’ il vicesegretario Lorenzo Guerini a intervenire in tutta fretta, nella speranza di spegnere sul nascere la polemica: «Siamo sicuri che Pina Picierno non voleva offendere nessuno, può capitare nel corso di dibattiti accesi di dire parole eccessive», dichiara, garantendo «grande rispetto» per la Cgil e chiedendone altrettanto, perché anche «evocare i poteri forti è eccessivo, e in questo caso sicuramente sbagliato». Un vano tentativo di pacificazione: non reagisce solo la Cgil («siamo indignati» e, aggiungono maliziosi, «potremmo parlare delle primarie in Campania»), ma si moltiplicano le critiche anche dei colleghi di partito.

Sui rapporti tra Pd e sindacato interviene l’ex segretario Bersani: non è d’accordo con le parole della Camusso, che però «dice giusto quando dice che il sindacato ha pieno diritto di chiedere una trattativa col governo», e Renzi sbaglia «a considerare un ferro vecchio il sindacato», e «non si può accendere una miccia al giorno».

Altri attaccano più direttamente l’eurodeputata, dal presidente Orfini («Camusso ha detto cose sbagliate, ma anche Picierno ha dato una risposta sbagliata e rozza») al renziano Matteo Richetti («trovo ridicole entrambe»), da Gianni Cuperlo («il sindacato si rispetta. Non si insulta») a Pippo Civati («preferivo quando queste cose le diceva la destra») fino alla deputata Luisa Bossa, che chiede alla Picierno di scusarsi.

Un diluvio di rimproveri che oscurano quelli alla Camusso. A criticare le sue dichiarazioni ci pensa il leader Uil Angeletti: dire che un premier è messo lì dai poteri forti è un «autogol, perché sposta la discussione sui problemi politici». E il sottosegretario Nencini chiede di spiegare con «nomi, cognomi e indirizzi» quella che è «un’accusa gravissima».

2. PINA PICIERNO: IO NON CHIEDO PROPRIO SCUSA, IL MIO ERA SOLO UN PARADOSSO
Onorevole Pina Picierno, ma come le è venuto in mente di parlare di tessere false?
«Ricordavo una vecchia polemica, ma il mio voleva davvero essere solo un paradosso. Tant’è che non ho detto “la Camusso è stata eletta con tessere false”, ho detto “potrei dire così, ma non lo faccio perché ho un altro stile”».

Qualcuno anche nel suo partito le chiede di scusarsi.
«Quando ho visto che la cosa si stava gonfiando ho fatto subito una nota per spiegare che ho rispetto assoluto delle piazze e dei lavoratori».

E non ha pensato di scusarsi anche con la Camusso?
«Ho già detto che mi dispiace se sono stata interpretata male. Ma non mi pare ci siano state scuse da parte della Camusso per le sue parole sui poteri forti».

Molti nel Pd l’hanno criticata: secondo Civati ha usato parole della destra…
«Non voglio fare polemiche con amici e compagni di partito. Civati non è la prima volta che usa toni critici, in un grande partito come il nostro c’è spazio per tutte le opinioni».


Alessandro in Lotta

Alessandro Verga

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