venerdì 30 novembre 2012

ALPINISMO: NEOZELANDESE SENZA GAMBE HA SCALATO L'EVEREST


L'EverestSYDNEY - L'alpinista neozelandese Mark Inglis, che ha perso ambedue le gambe per congelamento durante una scalata 24 anni fa, ha conquistato la cima più alta del mondo, diventando il primo 'doppio amputato' a scalare l'Everest. Lo ha confermato la moglie Anne, dopo avergli parlato brevemente per telefono ieri, appena dopo che l'irriducibile scalatore aveva raggiunto la vetta di 8.850 metri.

Inglis, 47 anni e padre di tre figli, medaglia d'oro di ciclismo nelle paraolimpiadi del 2000 a Sydney, non ha mai perso la passione per l'avventura: nel 2002 è tornato a scalare il monte Cook, il più alto della Nuova Zelanda (3754 metri), dove nel 1982 era rimasto per due settimane intrappolato in una caverna di ghiaccio, perdendo per congelamento le due gambe sotto il ginocchio. E' stato due anni dopo, quando ha scalato anche il monte Cho Oyu di 8.120 metri nell'Himalaya, che ha deciso di aggiungere anche l'Everest alle sue conquiste.

La premier della Nuova Zelanda Helen Clark, anche lei appassionata di alpinismo, è stata fra i primi a congratularsi e spera di parlare presto di persona con lui "di questa impresa assolutamente incredibile". Inglis ha mandato un segnale alle persone disabili dicendo che "le vostre ambizioni non debbono mai essere limitate". Ricorrono 53 anni questo mese da quando un altro neozelandese, Sir Edmund Hillary fu il primo a conquistare l'Everest, ha ricordato la Clark.
Inglis ha compiuto la sua impresa con due gambe artificiali di fibra di carbonio, specialmente adattate per arrampicarsi. Una si è spezzata quando era a quota 6.400 quando era vicino a raggiungere il Campo 2, che si trova a circa 7.500 metri. E' riuscito a rabberciarla abbastanza per raggiungere i compagni di scalata e quindi l'ha riparata con pezzi di ricambio.
La spedizione mira a raccogliere centinaia di migliaia di dollari per un centro di arti artificiali in Cambogia, gestito dal Cambodia Trust, che offre servizi di riabilitazione alle vittime di mine antiuomo, della polio e ad altre persone disabili. L'avventura di Inglis ha potuto essere seguita sul suo sito web, www.legsoneverest.com.

(ANSA)

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